Intervista a un'allieva dell'Accademia - Vittoria Franchina

April 18, 2016

 

Nome: Vittoria

 

Cognome: Franchina

 

Età: 21 anni

 

Provenienza: Bollate (Mi), Lombardia

 

 

Quando hai capito che la danza era la tua strada?

Ho fatto una scelta, quella più naturale a mio avviso, di continuare a dedicarmi a ciò che più mi appassionava e stimolava. Tutto il resto viene da sé.

 

Perché hai scelto l’Accademia Susanna Beltrami?

Perché propone un programma formativo altamente professionale e difficilmente riscontrabile altrove.

 

Che cosa ti aspetti da questi anni di Accademia?

Sono ormai al termine del mio percorso, perciò posso solo confermare quelle che erano le mie aspettative. Questi tre anni sono stati una sfida continua, un’interminabile richiesta di mettersi in gioco totalmente, spingersi oltre i propri limiti, spesso auto-imposti, spogliarsi di qualunque pregiudizio e affidarsi maggiormente all'istinto, lasciarsi sorprendere da quello che il nostro corpo può insegnarci. Solo in questo modo si può cambiare, si può crescere.

 

Come è cambiata la tua vita da quando sei entrata a far parte dell’Accademia?

Oltre al cambiamento di ritmi quotidiani, posso affermare che l’Accademia mi abbia quasi totalmente rivoluzionata, dal punto di vista artistico, ma soprattutto a livello personale.

Mi ha regalato un nuovo punto di vista da cui osservare qualunque aspetto della mia vita, una maggiore sensibilità per dettagli che prima consideravo trascurabili e mi ha insegnato a bilanciare l’impulsività emotiva e l’analisi razionale nel confronto con qualunque esperienza quotidiana, artistica o meno.
Inoltre, mi ha permesso di conoscere persone con cui ho instaurato un forte rapporto basato su stima reciproca, affetto, empatia e sostegno.

 

Cosa metti nella tua borsa di danza?

Nella mia borsa non possono mancare acqua, cibo (possibilmente sano) e palline da tennis per alleviare le contratture muscolari.

 

Descrivi la tua giornata tipo.

Le giornate sono piuttosto simili tra di loro: la mattina solitamente studio, per l’Università o per miei altri interessi, e al pomeriggio fino a sera lezione in Accademia.

Per evitare di alienarsi nella routine, la costante che non può mancare è la ricerca di motivazione ogni giorno, lavorare con intelligenza in base alle condizione fisiche e mentali del momento, continuamente variabili.
Ritengo che sia fondamentale trovare quotidianamente soddisfazione in una parte anche minima del lavoro svolto durante la giornata: il giusto equilibrio tra accondiscendenza ed eccessiva durezza con se stessi.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Lavorare nel mondo del teatro e attraverso esso incidere sulla coscienza e sull’emotività del pubblico, portarlo anche solo per un attimo in una dimensione altra da quella in cui vive abitualmente e sorprenderlo.

 

Per concludere: in una parola, la danza è?

Impulso.

 

 

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