Intervista a un'allieva dell'Accademia - Michela Priuli

March 21, 2016

 

 

Nome: Michela

 

Cognome: Priuli

 

Età: 22 anni

 

Provenienza: Toscolano-Maderno (BS), Lombardia

 

 

 

Quando hai capito che la danza era la tua strada?

Credo sia più giusto parlare di "scelta" più che di "rivelazione". L'interesse per la danza nasce, si coltiva, cresce e con il tempo si sceglie semplicemente di farlo diventare il proprio lavoro o la propria strada, se così la si può definire; io penso che non si diventi un ballerino, danzatore, performer o attore ma che si scelga di essere tale. Una persona può sceglie chi o cosa essere, e io ho scelto la danza.

 

Perché hai scelto l’Accademia Susanna Beltrami?

Ho scelto l’Accademia perché volevo intraprendere un percorso di formazione professionale che mi permettesse, una volta terminato, di entrare nel mondo del lavoro con una preparazione tecnica, espressiva e personale adeguata alle richieste odierne.

 

Che cosa ti aspetti da questi anni di Accademia?

Questo è ormai il terzo anno consecutivo che passo all’Accademia e ancora non so cosa mi aspetterà domani. Quello che so per certo è che l’Accademia offre molti stimoli, molte possibilità di mettersi in gioco e molti motivi per mettersi in discussione. Per questo sono certa che come ci sono state in passato, ci saranno ancora, specialmente negli ultimi mesi di questo anno accademico molte sorprese sia positive che negative a livello professionale e personale, che ancora una volta mi aiuteranno a crescere e cambiare. L’Accademia mi ha insegnato che proprio il cambiamento che è l’unica vera costante della nostra vita, non deve essere temuto ma accolto a braccia aperte. Questo è un motore in grado di tenerci vivi, di farci crescere, di migliorarci sempre come l’energia che non si crea né si distrugge ma sempre si trasforma.

 

Come è cambiata la tua vita da quando sei entrata a far parte dell’Accademia?

Onestamente credo che la mia vita sia cambiata non proprio radicalmente ma quasi… Ho sviluppato un nuovo rapporto con il mio corpo e ne ho una consapevolezza e una percezione diversa. Inoltre noto differenze a livello fisico e nel modo di approcciarmi al lavoro, alla creazione e alla composizione, sia in solitario sia con altri. Soprattutto sento un che sto vivendo un grande cambiamento personale, sia per quanto riguarda i miei interessi, il rapporto con me stessa, con i miei pregi e difetti, con le mie difficoltà e le mie piccole fissazioni.

 

Cosa metti nella tua borsa di danza?

Cerco di avere con me tutto il necessario per le lezioni ma anche di più, per far fronte ad ogni eventualità.

 

Descrivi la tua giornata tipo.

Sono convinta che la mia giornata tipo sia molto simile a quella di chiunque abbia fatto una scelta lavorativa e personale come la mia. Ogni giorno cerco di lavorare al massimo, con umiltà, mettendomi in discussione, imparando, compiendo sacrifici necessari, impegnando tutta me stessa, anima e corpo per quello che faccio e amo fare: danzare.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Vorrei poter riuscire a trovare il modo di esprimere con sincerità e a pieno me stessa attraverso il movimento: quando questo diviene vero, vivo, umano, il corpo incomincia a respirare, a viaggiare, ad espandersi e a comunicare con lo spazio. Spesso ci si dimentica che lo spazio, così come gli esseri umani, non è vuoto ma fitto, pieno di particelle, e io desidero esserne parte, una delle tante ed uniche parti, e in esso muovermi e trasformarmi, vivere e agire.

 

Per concludere: in una parola, la danza è?

Chi ho scelto di essere e la materia attraverso la quale io sono.

 

 

 

 

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